Un uomo che ha smesso di ascoltare. Un giardino che lo aspetta.
Jack lavora da casa, davanti a uno schermo, e da quando Rachel non c'è più ha lasciato che il mondo restasse fuori dalla porta. Le giornate si somigliano. Il rumore no: quello nella testa non smette mai.
Un giorno, nel giardino giapponese di un parco di città, un anziano signore di nome Takei gli rivolge la parola. Prende un bastoncino e tocca appena la superficie dello stagno. Un cerchio, uno solo, che si allarga fino a riva.
Da quel giorno ogni incontro porta una domanda. Sull'orgoglio, sul fallimento, sulla tristezza, sul giudizio. Domande semplici, che costringono Jack a tornare dove non voleva guardare: a una visita in carcere, da una donna anziana che non ha più tempo da perdere, ai ricordi di una cena a Federal Hill.
Un romanzo breve e gentile sul lutto, sulla cura di sé e su quanto poco basta, a volte, per far ripartire una vita.
«È la differenza tra lanciare un sasso in acqua e toccarla dolcemente con un bastoncino.»
Il bastoncino lascia un cerchio solo, e i koi si avvicinano a vedere. Tocca lo stagno.
Dodici pietre per attraversare lo stagno
Ogni capitolo è una domanda che Takei consegna a Jack. Si attraversano una alla volta, nell'ordine, come le pietre di un guado.
- IRumore
- IIEgo
- IIIIl migliore
- IVOrgoglio
- VScoraggiamento
- VIGiudizio e pre-giudizio
- VIIRassegnazione
- VIIIFallimento
- IXTristezza
- XAzione
- XIResilienza
- XIIAmorevole gentilezza
Siediti sul ponticello. Takei sta arrivando.
Un libro da leggere in un paio di sere, e da tenere sul comodino per molte altre.
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